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Santa Maria di Leuca

Le origini tra storia e leggenda

 

Nel Sud del Salento sorge Santa Maria di Leuca, gemma di rara bellezza e di grande generosita’ storica e naturalistica. L’abitato e’ sospeso sul promontorio Japigio che si sdoppia nei due capi di Punta Meliso ad est e di Punta Ristola ad ovest, proprio dove il Mar Jonio e l’Adriatico si incontrano, offrendo al visitatore uno spettacolo eccezionale e straordinario. Per questa sua posizione Leuca ha sempre alimentato leggende tuttora radicate nella cultura e nella tradizione popolare. Narra una leggenda che la mitica sirena Leucasia cantasse struggenti canzoni d’amore ai naviganti di passaggio dallo Ionio all’Adriatico. Si racconta anche che San Pietro, per raggiungere Roma dalla Palestina, sia sbarcato in questa estrema parte meridionale del territorio italico e che al suo arrivo sia andato in frantumi il tempio romano dedicato alla dea Minerva: il suo passaggio e’ ricordato dalla colonna con capitello corinzio, sormontata dalla statua della Madonna eretta sul piazzale della Basilica. Secondo un’antica credenza basterebbe recarsi a Leuca e visitare il Santuario di Santa Maria di Leuca (oggi Basilica pontificia minore) almeno una volta nella vita per andare in Paradiso. Il discorso porta molto lontano ed ovviamente coinvolge l’intero Capo di Leuca al punto che, in questo contesto, e’ preferibile limitare l’esame alle probabili spiegazioni etimologiche del nome.

Il nome Leuca potrebbe derivare dall’arabo lug che significa luce, ad evidenziare lo splendore di questa terra illuminata dai raggi del sole; oppure potrebbe derivare dal greco leukos che vuol dire bianco, ad indicare l’immagine candida del suo abitato o ancora il bianco della spuma delle onde del mare quando si infrangono sulla scogliera.